12 DICEMBRE: CON LA CGIL E I LAVORATORI !

Lo sciopero generale indetto dalla CGIL ha tutte le ragioni e le motivazioni possibili.  Di fronte ad una crisi economica così grave, che in Italia c’era già prima di quella finanziaria (come è dimostrato da una crescita inferiore a quella degli altri paesi europei già da alcuni mesi); di fronte a scelte del Governo, ad una manovra anticrisi inefficace e che lascia il paese privo di prospettive, ancora una volta ingiusta e iniqua, che dà la priorità alle imprese con la riduzione da subito di 3 punti di Irap e Ires mentre non c’è immediatezza negli aiuti alle fasce deboli e alle famiglie (il bonus straordinario arriverà entro il mese di marzo); di fronte ad effetti della stessa manovra che si prevedono dispersivi, costosi ed inefficaci, inutili per le famiglie e la stragrande maggioranza degli italiani, il Sindacato non può che chiamare alla lotta in difesa degli interessi dei lavoratori e dei pensionati italiani.

E ancora: pochi soldi stanziati per gli ammortizzatori sociali, senza riformare il sistema, in un contesto in cui il ricorso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria ha raggiunto record storici; gli interventi per calmierare solo i mutui a tasso variabile e non anche quelli a tasso fisso.

 L’effetto sulla nostra economia sarà uguale allo zero.

Difatti, non si può affrontare una crisi così grave con interventi una tantum, estemporanei, casuali. La crisi italiana è soprattutto debolezza della domanda interna, causata dalla forte diminuzione del potere di acquisto di salari e pensioni. Allora, la questione della redistribuzione a favore dei redditi da lavoro, che possono rilanciare i consumi, non è più rinviabile, dalla questione salariale bisogna partire per intervenire in modo efficace.

Fa bene la CGIL a proporre interventi straordinari sulle buste paga di fine anno attraverso un alleggerimento fiscale.

Se, inoltre, si considera l’attacco ai contratti, al lavoro pubblico, alla scuola, al sistema formativo e alla ricerca, al Mezzogiorno, il Paese corre il rischio di non riprendersi più e di non riuscire a rilanciare serie politiche di sviluppo e a ridare nuove opportunità ai giovani.

“Unire la Sinistra”, pertanto, aderisce e sostiene lo sciopero generale del 12 Dicembre, invita tutte le compagne e i compagni a partecipare alle manifestazioni che si terranno, a livello regionale e provinciale, in centinaia di città in tutto il territorio nazionale.

EUROPEE: IN CAMPO SERVE LISTA DELLA SINISTRA

“Condivido l’urgenza di dar vita ad una nuova soggettività politica della sinistra, dove i comunisti portino la loro identità e la loro storia per metterla al servizio di tutti, così come la necessità di presentarsi uniti alle prossime elezioni europee con una lista della Sinistra”. Così Umberto Guidoni, europarlamentare e presidente nazionale dell’Associazione “Unire la Sinistra”, ha commentato le parole di Gennaro Migliore (Prc) che, in un’intervista del Manifesto, ha ribadito la necessità di lanciare subito l’associazione per la sinistra a partire dalle esperienze unitarie già in corso su molti territori.“La creazione dell’associazione “La Sinistra” rappresenta un primo passo concreto per costruire, dal basso, un percorso condiviso e partecipato che segni una discontinuità netta rispetto al metodo chiuso e verticistico che ha caratterizzato l’esperienza della Sinistra Arcobaleno.  Personalmente - ha spiegato Guidoni - sono già impegnato in questo processo e auspico che i compagni e le compagne facciano altrettanto, dando seguito allo spirito unitario che ha segnato la storia dei Comunisti Italiani e che oggi appare ancora più necessario”.

“Non è il momento di arroccarsi su posizioni identitarie - ha concluso l’europarlamentare - ma piuttosto di mettersi a disposizione per contribuire a creare un’autentica forza di opposizione, capace di rappresentare concretamente gli interessi dei lavoratori, degli studenti, dei precari e di tutti coloro i cui diritti sono calpestati dal governo delle destre”

Una maestra di sostegno per la Gelmini?


Come saprete, ieri in Piazza Navona, mentre un tranquillo corteo di ragazzi e professori manifestava contro l’ormai famigerata “riforma” Gelmini, è apparso un camion carico di spranghe e bastoni che sono stati prontamente usati su inermi ragazzini da parte di presunti studenti di destra coperti da passamontagna e caschi, e ho detto apparso perché è un evento magico l’unica spiegazione che si può dare al fatto che un camion sia potuto arrivare indisturbato in una zona di Roma presidiata giorno e notte da Vigili e Polizia, a meno che non si voglia pensare che l’abbiano fatto passare apposta.

Il primo passo, quello più semplice, quello formale e quasi burocratico, l’approvazione al Senato del decreto 137, da parte di quella massa di strapagati e alienati spingitori di bottoni a cui sono ridotti essere i parlamentari è stato compiuto, quello che mancava era la repressione violenta di un dissenso espresso in maniera pacifica, l’applicazione del “consiglio” dato da Cossiga qualche giorno fa a Maroni, anche se questa destra di consigli del genere non ne avrebbe nemmeno bisogno, perché le molotov di Genova noi non ce le siamo scordate.

Non è solo il pressappochismo, la crassa ignoranza, la sicumera degli imbecilli ad animare l’azione di questo governo, se così fosse, le Gelmini e i Gasparri sarebbero stati capaci di comprendere come sia totalmente ed evidentemente privo di senso toccare la nostra scuola elementare, che occupa le prime posizioni nelle classifiche Ocse, e persino a loro risulterebbe lampante che se il nostro sistema universitario non va bene è perchè è meno finanziato di quello del Portogallo, dell’Islanda e del Messico!

Questi procedono invece con i machete avendo chiaro in mente un obiettivo: lo scientifico smantellamento di quel poco che resta di pubblico e funzionante in questo paese, si inizia con la scuola, poi toccherà all’acqua, a quel che resta della sanità e al resto dei servizi ancora pubblici.

Si cerca di cancellare il welfare state, con tutti i diritti e le conquiste di massa guadagnate nell’ultimo secolo, per fare dei cittadini degli inermi individui, per ridurci ad asini legati alla cavezza infinita del faticare e consumare.

Dobbiamo aver chiaro che non stiamo combattendo per evitare un taglio, piccolo o grande che sia, ma per mettere fine allo svuotamento sostanziale della Costituzione, per evitare che sia estirpato un diritto, quello all’istruzione.

Unire la sinistra!


La crisi economica mondiale che stiamo vivendo è la peggiore negli ultimi 80 anni. I suoi effetti sulla vita di tutti i giorni diventano sempre più importanti: a chi già da tempo non riusciva ad arrivare alla fine del mese, si aggiunge chi ha perso i suoi risparmi nei fallimenti delle banche americane; molte aziende, anche a Noci, rischiano di chiudere e stanno già facendo ricorso alla cassa integrazione e molti lavoratori e lavoratrici rischiano di perdere il posto di lavoro.

I Governi e le Istituzioni Mondiali ed Europee, fino a questo punto, sono intervenute solo per salvare gli interessi di banchieri e finanzieri senza scrupoli, infischiandosene dell’economia reale e facendo pagare a tutti noi il prezzo dei crack finanziari. I miliardi di Euro e di Dollari sono stati buttati al vento, infatti le Borse hanno continuato a perdere in tutto il mondo.

In Italia la situazione è resa ancora più grave dal Governo Berlusconi che con i suoi provvedimenti esaspera il conflitto sociale. I tagli alla Pubblica Amministrazione, alla Scuola e all’Università proposti da Tremonti, Brunetta e Gelmini, la legge sul federalismo voluta dalla Lega ma sostenuta anche da Fitto, il continuo utilizzo dei Decreti Legge, vengono giustificati con la necessità di risparmiare e di decidere, ma in realtà servono, da un lato, ad indebolire le Istituzioni Democratiche nate dalla Resistenza e dalla Costituzione e, dall’altro, a privatizzare quel poco che di pubblico, ancora di tutti, è rimasto in Italia.

Inoltre l’opposizione fin qui portata avanti dal PD e da Di Pietro è stata insufficiente a contrastare le decisioni sbagliate prese dal Governo.

Tutto questo dimostra la necessità di una Sinistra forte e unita.

Da molto tempo, noi Comunisti Italiani di Noci, ci eravamo impegnati per costruire un soggetto politico nuovo, in grado di raccogliere le richieste dei lavoratori e delle lavoratrici, dei pensionati e degli studenti, i loro sogni e le loro speranze.

Ma nel nostro partito sono prevalse e continuano a prevale le scelte di chi, dopo la sconfitta elettorale, invece di chiedersi il perché della sconfitta, di mettersi in discussione e porsi in modo nuovo, ha preferito rifugiarsi dietro i simboli e i personalismi. Per queste ragioni abbiamo deciso di uscire dal PdCI, insieme a tutti quei compagni che nel resto d’Italia sostenevano la necessità di unire la sinistra.

Però non ci ritiriamo a vita privata!

Abbiamo costituito anche a Noci l’Associazione Unire la Sinistra con lo scopo di continuare il lavoro che fin qui abbiamo svolto.

In questi giorni di manifestazioni e lotte in tutta Italia sosteniamo gli studenti, gli insegnanti, i ricercatori e i professori che si battono per il diritto costituzionale all’istruzione, per una Scuola pubblica e di qualità e vi invitiamo a partecipare alle manifestazioni che si terranno in occasione dello Sciopero Generale della Scuola il prossimo 30 Ottobre.

…una ipotesi che fa paura…

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche,a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece cha alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”.

Dal discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950.

…notizia…

Forse non lo sapete, e forse non lo leggerete su nessun giornale locale: è stata resa nota, tramite delibera regionale, la classifica  dei 27 Comuni ammessi a finanziamento dei Pirp (Piani integrati di riqualificazione delle periferie).

Purtroppo Noci non è fra questi 27, non è nemmeno fra i Comuni dei quali è stato valutato il Pirp, perchè il piano nocese violava un punto del bando e quindi non è arrivato nemmeno alla fase di valutazione.

gradimento record per berlusconi…

Tutte rilevazioni confermano un gradimento record per il governo, e grazie al ca**o: persino Berlusconi, che passa per grande comunicatore ma ha perso due elezioni contro Prodi (non esattamente un esaltatore di folle…), persino Berlusconi, dicevo, riesce a vincere, se gareggia contro il nulla!

Non esistendo, al momento, nessun competitore credibile, oltre a Berlusconi in Italia c’è solo Berlusconi!

p.s. grazie all’amico Uolter, ovviamente.

…profitti privati e pubbliche perdite, bis…

…ah, dimeticavo, l’opposizione che dice? Veltroni ha parlato della situazione, e che cosa ha detto? Niente. Come al solito.

…profitti privati e pubbliche perdite…


Dovrei essere soddisfatto di aver previsto l’improvvisa giravolta del pensiero economico di Berlusconi, che oggi ha testualmente dichiarato: “L’aiuto di Stato, che fino a ieri era peccato, oggi è un imperativo categorico”.

Ed invece la cosa mi fa incazzare ancora di più, e non solo perchè, invece delle piroette di Berlusconi, preferirei indovinare il 6 al superenalotto, ma soprattutto perchè i recenti avvenimenti confermano che gli stati e i governi non considerano i cittadini uguali e non fanno più nemmeno finta: ora che sono in pericolo un po’ di guadagni di industriali e banchieri è tutta una corsa a chi rimpingua le povere casse delle banche a colpi di interventi da centinaia di miliardi di euro, tutto a spese di quei fessi dei contribuenti. Perché il paradosso di questa situazione è questo: i recenti crolli di borsa invece che essere problemi dei finanzieri sono diventati un problema di tutti i comuni cittadini, che ne pagheranno il conto.

Perché il governo non interviene nell’economia, nonostante in questo paese un terzo dei contratti dei lavoratori attendano di essere rinnovati, non interviene nonostante l’inflazione reale abbia tragicamente eroso il potere d’acquisto di stipendi, salari e pensioni, non interviene nonostante 1.300 persone all’anno muoiano lavorando, ma se crolla il castello di carte dei cari amici banchieri parte in loro soccorso più veloce di un centometrista alla finale delle Olimpiadi!

Ma a voi delle borse ve ne fotte niente?


Da giorni la prima notizia di ogni telegiornale, a qualsiasi ora del giorno e della notte, è il pessimo andamento di banche e borse. Se tutti noi che non siamo né banchieri né milionari vivessimo in un mondo normale, e, noi italiani, in un paese normale, ce ne potremmo sbattere altamente.

In fondo se le azioni di un po’ di banche e grandi aziende crollano per motivi non legati alla economia reale, quella fatta da uomini e basata sulle merci, ma perché sono andati male i giochini azzardati fatti con i cosiddetti derivati, beh, a noi che ce ne frega?

Invece un brivido freddo dovrebbe correre lungo le schiene di tutti i lavoratori.

Perché? Perché vedrete, alla fine, i debiti delle banche se li accollerà lo stato, e apparirà in tv Berlusconi che con fare da novello Luigi XIV annuncerà che ha salvato le banche, i suoi cortigiani chiederanno a gran voce la beatificazione e, alla fine, saranno quelli che pagano le tasse a coprire i debiti delle banche.

Spero ovviamente che tutto questo non accada, ma i sintomi sono allarmanti; francamente una crisi che riguarda solo il mondo della finanza, e non quello dell’economia reale, non mi strappa né lacrime né preoccupazioni per quei poveri amministratori delegati, che, guadagnando come Profumo 9 milioni di euro all’anno, in mezzo ad una strada non ci finiranno mai, ma mi preoccupa un’altra cosa: in un’economia dominata dalle banche, con la politica relegata a pallida ancella, i banchieri condizionano pesantemente i governi nazionali, e stanno costringendo i governi ad usare i soldi della collettività per metter riparo alle loro cazzate. Negli Stati Uniti è già accaduto, con i 700 miliardi di dollari del piano Paulson, presto potrebbe accadere anche in Europa.

Ma dove sono finiti tutti i cantori del capitalismo selvaggio? Quelli del privato è bello, dello stato fuori dall’economia, del mercato come soluzione di tutti i mali? Quelli che se gli parlavi della necessità delle presenza statale nei settori strategici come l’energia, l’acqua o le comunicazioni, si scandalizzavano come se gli avessi messo un dito nel culo?

Ora stanno implorando ed esigendo l’aiuto dello stato!

Questo è il capitalismo moderno baby, se si guadagna il profitto è mio, se si perde, perde la collettività!

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